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D. 27/05/2005 n. 68• predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi di questa attività in termini di: percorsi impegnati; -tipo di mezzi; -volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; - percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati; -percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; -messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili; • dettagliare la qualità e quantità delle emissioni e degli scarichi in fase di cantierizzazione e le misure proposte per evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente; • elaborare un progetto di Monitoraggio Ambientale secondo le Linee Guida predisposte dalla Commissione Speciale VIA; • approfondire la valutazione degli impatti sull'atmosfera causati dall'emissione di polveri e degli altri principali inquinanti, nella fase di cantiere, applicando modelli matematici per la stima revisionale delle concentrazioni al suolo ed in atmosfera, ed utilizzando i dati meteoclimatici significativi ricavabili dalle stazioni meteorologiche e definire dettagliatamente le relative misure di mitigazione; • dettagliare la stima dei potenziali impatti dovuti alla realizzazione e manutenzione del camino di fuoriuscita fumi, che prevede il passaggio di mezzi attraverso il SIC IT5210069 Boschi di Montebibico (Monti Martani) e le relative misure di mitigazione e compensazione; • tenere conto, per le opere di attraversamento del Torrente Tesino (Comune di Spoleto) delle Norme Tecniche di Attuazione del piano Straordinario Aree a Rischio Idrogeologico approvate dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere e sottoporre il progetto definitivo dell'opera alle Autorità competenti (Autorità di Bacino e Autorità Idraulica); • prevedere per la fase di scavo delle gallerie: la verifica puntuale della stabilità delle zone di imbocco con particolare riguardo agli effetti provocati da eventuali depressioni e/o escursioni del livello delle falde in esse localizzate; • la predisposizione, allo sbocco delle gallerie, di un sito per la misurazione delle acque eventualmente drenate; • la redazione di un protocollo procedurale relativo alla gestione delle emergenze dovute alla captazione delle acque; • un sistema di collettamento delle acque inquinate da oli, carburanti e altri inquinanti dai cantieri di scavo delle gallerie, al fine di non inquinare le eventuali venute d'acqua di falda; • approfondire la caratterizzazione degli acquiferi interferiti dall'opera di progetto con indagini geologiche e geognostiche, anche di tipo geofisico. Inoltre prospettare le misure di compensazione ambientale degli eventuali abbassamenti della falda. Garantire l'approvvigionamento idrico delle aree interessate approntando un piano di approvvigionamento idrico alternativo nel rispetto della legge n. 36/1994 - Disposizioni in materia di risorse idriche. • Adottare, ove possibile, tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che, in fase di scavo e nelle fasi successive, si possano verificare abbassamenti della falda che provochino impatti sull'ambiente esterno; • prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità di aree protette) e di consentire la produzione di materiale vivaistico; • sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica. Assumere come riferimento «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'Ambiente, Servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad esempio «Atlante delle opere di sistemazione dei versanti » dell'APAT, 2002, «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica » della Regione Lombardia 2000 e il «Manuale di Ingegneria naturalistica » della Regione Lazio, 2001; • approfondire la caratterizzazione dello stato del paesaggio nell'ambito del monitoraggio ante operam, anche con un rilievo fotografico esteso ad una fascia profonda almeno 100 m dai limiti delle aree di particolare sensibilità paesaggistica, di cantiere da ripristinare, interessate da misure mitigatrici, interessate da eventuali opere da dimettere; • approfondire l'analisi dell'intervisibilità dell'opera riferendola ai gruppi di percettori più significativi (residenti, transitanti sulle infrastrutture di trasporto, fruitori degli spazi agricoli, spazi panoramici) per consentire l'adeguata integrazione/modifica alle misure mitigatrici previste in progetto; • approfondire e verificare l'analisi previsionale del rumore in fase di esercizio e di cantiere, verificandone i livelli sui ricettori nelle condizioni più critiche; • specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate con barriere a verde; • approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione delle vibrazioni così da garantire il rispetto dei limiti delle norme UNI 9614; • prevedere nel progetto dei tratti di galleria artificiali (lato Terni) la messa in opera di elementi drenanti che garantiscano nel tempo la stabilizzazione dei livelli piezometrici, riducendo al minimo le soluzioni di continuità degli acquiferi; • per le località (lato Spoleto) poste al livello tra 350/450 metri s.l.m. quali la collinetta della Pittura, Monte Pincio, Piè di Colle, Colle Risana ed il suo nucleo insediativo sarà necessario un ulteriore attento studio del territorio che possa individuare le più opportune ed efficaci operazioni di rimodellamento del terreno secondo le caratteristiche originarie dell'ambito paesaggistico per le opere lato Terni, solo in alcuni tratti, la vicinanza del torrente Serra comporta interferenze con il paesaggio fluviale di interesse paesaggistico. Per tali aree, sarà necessario uno studio particolareggiato in fase di progetto esecutivo prevedendo il maggiore allontanamento possibile della nuova linea ferroviaria dalle sponde del torrente; • effettuare i lavori di scavo in superficie alla presenza di un archeologo professionista della Soprintendenza per i Beni Archeoloqici dell'Umbria, che curi la documentazione scientifica e tecnica degli eventuali rinvenimenti archeologici. In tal caso dovranno essere adottate, di concerto con la Soprintendenza, tutte le misure atte ad assicurare la tutela dei contesti rinvenuti; • prevedere, in fase di progettazione definitiva, la progettazione delle opere di mitigazione nelle aree interessate dal tratto in rilevato (pianura di Spoleto). Si deve porre particolare attenzione all'inserimento ambientale e alla qualità progettuale delle opere d'arte da realizzarsi all'aperto lato Spoleto: il Ponte sul Torrente Cinquaglia, il viadotto per l'attraversamento del torrente Tessino e della S.P. 418 Spoletina e la paratia di sostegno da realizzarsi tra la prog. 21+150 e 21+350; • devono essere individuate soluzioni progettuali che contengano quanto più possibile l'intervento di progetto sul tracciato esistente della strada di Colle Risana, mantenendo la possibilità di lettura e di percezione visiva dell'antico tracciato stradale insieme agli alberi che lo delimitano. A tal fine deve essere valutata la possibilità di ubicare in maniera diversa il campo industriale allo sbocco della galleria lato Spoleto e particolare attenzione deve essere data alla progettazione della viabilità di servizio e di raccordo prevista in questa area, nonchè al ripristino delle aree destinate a campi industriali al termine dell'opera. Alla luce di quanto esposto tra le alternative del tracciato lato Spoleto si ritiene da preferire la Soluzione 4 (SP/b), che prevede l'attraversamento della cava Cementir, in quanto interviene in maniera più marginale nelle aree di interesse sopra segnalate; • descrivere in maniera più dettagliatala sistemazione o il riutilizzo dello smarino risultante dalle opere di scavo. Allegato 2 RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Si raccomanda al proponente l'opera di: • Torrente Tessino: in considerazione delle elevate velocità della corrente idrica, dell'elevato trasporto solido e di vegetazione durante eventi di piena ed in considerazione anche dell'elevata erodibilità dell'alveo, si ritiene opportuno che vengano evitate pile in alveo e che pertanto la linea ferroviaria nuova attraversi il torrente con ponte a campata unica; • in subordine si può ritenere accettabile, solo salvo successive verifiche idrauliche anche in condizioni di «alveo mobile» ed accurato studio di quantificazione del trasporto solido, la realizzazione di un ponte ferroviario a tre campate con due pile collocate nelle golene in posizione centrale alle stesse. Data la coesistenza temporanea del nuovo ponte con l'attuale, le pile dovranno essere allineate con le vecchie e senza lasciare spazi vuoti. • Le spalle e le pile (qualora queste ultime vengano previste in progetto) e le relative fondazioni dovranno essere calcolate per garantire la loro resistenza strutturale anche in condizioni di escavazione operata dal torrente ad una quota inferiore di almeno 2,5 m rispetto alla quota di fondo alveo di progetto valutata in corrispondenza del ponte. • Le pile e le spalle saranno protette in fondazione dall'azione erosiva dell'acqua con tecniche efficaci di protezione come apposizione di massi squadrati di idonee dimensioni legati tra loro ovvero mediante interventi diversi proposti dal progettista. • La forma delle pile dovrà essere attentamente studiata onde ridurre le spinte idrauliche sulle stesse e le perdite di carico idraulico attraverso il ponte, indotte dalle elevate velocità in gioco. • Entrambe le spalle dovranno essere in linea con i corrispondenti muraglioni arginali che delimitano l'alveo. • La geometria del tratto d'alveo interessata dall'attraversamento dovrà essere stabilizzata ripristinando la funzionalità idraulica delle due soglie prossime al ponte a monte e a valle, rivestendo eventualmente per intero il tratto d'alveo compreso tra le stesse, in accordo con il Consorzio della Bonificazione Umbra, competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria del torrente Tessino, classificato per opere idrauliche di 3ª categoria. • Dovranno essere eliminate le pile e le spalle, ancora in alveo, del vecchio ponte demolito adiacente al ponte esistente a monte dello stesso. Il ponte dovrà essere progettato in modo da consentire che la portata di progetto transiti con un franco di almeno 1,50 m e con la linea dell'energia (linea dei carichi totali) a quota inferiore alla quota d'intradosso e che il rigurgito indotto dal ponte stesso non provochi inondazione a monte degli edifici posti in destra idraulica oltre il muraglione d'argine. • La verifica idraulica dovrà essere condotta in regime di moto stazionario per una portata di progetto (al picco) duecentennale o superiore per tutto il tratto d'alveo esteso da 150 m oltre il ponte pedonale a valle dell'opera in argomento fino a 150 m a monte del ponte dell'Unità d'Italia, tenendo accuratamente conto delle opere idrauliche presenti ed eventualmente in progetto e dei diversi regimi di funzionamento idraulico dei ponti compresi nel tratto in studio. La verifica idraulica dovrà essere condotta nelle seguenti quattro condizioni: 1. stato attuale, 2. stato di progetto 1ª fase (ponte ferroviario nuovo affiancato al ponte attuale), 3. stato di progetto 2ª fase (ponte ferroviario nuovo completato), 4. assenza di qualunque ponte ferroviario. • Il calcolo idrologico per la definizione della portata al picco di piena dovrà essere basato sull'idrogramma unitario o meglio sull'idrogramma unitario istantaneo geomorfologico, tenendo debitamente conto delle caratteristiche geolitologiche del sottosuolo e del suolo e dell'uso dello stesso. Se invece già ufficialmente disponibili, si dovranno utilizzare le portate di riferimento in funzione dei tempi di ritorno e le fasce fluviali del Piano d'Assetto idrogeologico (P.A.I.) dell'Autorità di Bacino per il Fiume Tevere. |
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